martedì 15 giugno 2010

scatole di pelati

Da un paio d’anni vivo a Maputo, capitale del Mozambico, città delle acacie, dove si percorrono strade che si chiamano Karl Marx, Kim il Sung, Mao Tse Tung, Lenin, Engels. Qui ad ogni incrocio comunista si erge una chiesa, alcune sono case semplici a cui i fedeli hanno assicurato un muro di cemento ed un tetto di laminato anche in mezzo a baracche e polli, altre hanno scritte in neon, torri e merletti. Uno sciame di chiese: dalla Chiesa Cattolica Romana alla Chiesa Universale del Regno di Dio, da quella Evangelica ai Testimoni di Geova, dalla Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno alle Moschee, dalla Sinagoga alle tante altre che mi saranno sfuggite. Ognuna con i suoi martiri, la sua versione dei fatti, talvolta di poco diversa da quella affianco,ed il suo Dio. In questa città-supermercato religioso, dove come scatole di pelati, una moschea convive pacificamente sullo stesso scaffale di una sinagoga, chi arriva primo si assicura la fede del mozambicano del quartiere, gli racconta storie mai sentite, gli chiede l’obolo, e gli promette il paradiso. Ed a donne che hanno partorito anche 7/8 figli gli si dice che la prima donna è nata da una costola di Adamo, ed a uomini che praticano la poligamia in sordina, perché bandita dai primi missionari e dai colonizzatori portoghesi, gli si promettono 70 vergini che li aspettano in paradiso. E loro ci credono. Quando argomento che l’essere umano proviene dalle scimmie, nei loro occhi sgranati dalla sorpresa, centinaia di anni si annullano, Maputo diventa una città dell’anno 1000 con accesso ad internet, sono Benigni in “non ci resta che piangere” e tutto grazie ad un volo di Boeing. Eccomi novella Galileo a perorare la rotondità della sfera terrestre, la terra che gira attorno al sole, l’evoluzione della specie, la selezione naturale, finanche a come funziona la riproduzione umana. E vedo dal bianco dei loro occhi e dei loro sorrisi, che mi considerano un’ ennesima affabulatrice di una misteriosa nuova chiesa, una scatola di pelati in più, quella “Darwinista”!

Nessun commento:

Posta un commento