Vorrei poter vivere abbastanza da poter dire di essere vissuta in uno stato LAICO con SIMBOLI LAICI. Ma probabilmente dovrò relegare questa speranza al mondo utopico di un’atea incompresa oppure, più umanamente, sperare nella generazione dei miei figli.
E’ possibile evitare di mettere in tutte le aule di una scuola statale, che rappresenta TUTTI ed insegna a TUTTI, musulmani, cristiani, ebrei, indù, buddisti, atei, agnostici, belli e brutti, omosessuali ed eterosessuali, maggioranze e minoranze, un simbolo che, al di là di ciò che rappresenta, è un simbolo di UNA religione in particolare?
E’ possibile sperare che i bambini italiani in futuro non debbano imparare i valori di tolleranza e giustizia da un crocefisso in alto sulla parete, ma da un corso di educazione civica?
E’ plausibile pensare che non occorre utilizzare un simbolo che nei secoli è andato a dir poco corrompendosi, alleandosi a crociate ed inquisizioni, ma che un’alternativa valida c’è?
Perché non mettere in tutte le aule delle nostre scuole il simbolo della pace, la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, un ritratto di Gandhi o dello stesso Nelson Mandela, che in vita è un simbolo di tolleranza e resistenza pacifica, molto più attuale ed ancora non logorato quanto il crocifisso? Tra l’altro, almeno su Gandhi e Mandela non ci sono incertezze storiche, sono esistiti in carne ed ossa, hanno detto e fatto pensieri ed azioni documentate, fotografate, registrate. C’è qualche problema sul fatto che siano “extra comunitari”? Anche Cristo lo è.
Perché ci ostiniamo a pescare simboli religiosi per spiegare valori universali come la tolleranza, la pace, l’importanza della vita? Lo stato deve crescere bravi ed onesti cittadini, non bravi ed onesti credenti, perché semplicemente non ricade nella sua sfera di competenze. Ed il crocefisso nell’aula non aiuta i bambini a credere in simboli universali, ma anzi li incoraggia a credere che siano monopolio di una religione specifica e crea intolleranza verso ciò che non è cristiano. Un simbolo incoraggia appartenenza, in maniera semplificata e diretta: è lecito desiderare che i nostri figli appartengano alla razza umana e non alla razza cristiana?
E’ possibile evitare di mettere in tutte le aule di una scuola statale, che rappresenta TUTTI ed insegna a TUTTI, musulmani, cristiani, ebrei, indù, buddisti, atei, agnostici, belli e brutti, omosessuali ed eterosessuali, maggioranze e minoranze, un simbolo che, al di là di ciò che rappresenta, è un simbolo di UNA religione in particolare?
E’ possibile sperare che i bambini italiani in futuro non debbano imparare i valori di tolleranza e giustizia da un crocefisso in alto sulla parete, ma da un corso di educazione civica?
E’ plausibile pensare che non occorre utilizzare un simbolo che nei secoli è andato a dir poco corrompendosi, alleandosi a crociate ed inquisizioni, ma che un’alternativa valida c’è?
Perché non mettere in tutte le aule delle nostre scuole il simbolo della pace, la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, un ritratto di Gandhi o dello stesso Nelson Mandela, che in vita è un simbolo di tolleranza e resistenza pacifica, molto più attuale ed ancora non logorato quanto il crocifisso? Tra l’altro, almeno su Gandhi e Mandela non ci sono incertezze storiche, sono esistiti in carne ed ossa, hanno detto e fatto pensieri ed azioni documentate, fotografate, registrate. C’è qualche problema sul fatto che siano “extra comunitari”? Anche Cristo lo è.
Perché ci ostiniamo a pescare simboli religiosi per spiegare valori universali come la tolleranza, la pace, l’importanza della vita? Lo stato deve crescere bravi ed onesti cittadini, non bravi ed onesti credenti, perché semplicemente non ricade nella sua sfera di competenze. Ed il crocefisso nell’aula non aiuta i bambini a credere in simboli universali, ma anzi li incoraggia a credere che siano monopolio di una religione specifica e crea intolleranza verso ciò che non è cristiano. Un simbolo incoraggia appartenenza, in maniera semplificata e diretta: è lecito desiderare che i nostri figli appartengano alla razza umana e non alla razza cristiana?
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